giovedì 16 ottobre 2008

Crollo di Borse e Banche: la tempesta mondiale

Crollo di Borse e Banche, con conseguente crisi mondiale

Con gli interventi governativi sia in America che in Europa, a sostegno delle perdite delle grandi Banche e di milioni di risparmiatori piccoli e grandi, si è cercato di infondere fiducia ai mercati borsistici. Ma con gli alti e bassi del valore degli indici registrati in questi giorni nelle Borse di tutto il mondo, le cose non sembrano andare per il meglio. Anzi la preoccupazione degli analisti economici è rivolta a sottolineare il mercato delle Borse come una economia "di carta", le cui gigantesche "catene di Sant'Antonio" vanno a coinvolgere, in tale precipitosa caduta, la stessa economia "reale", quella che riguarda l'effettiva produzione di beni e servizi.
Il rischio poi di una eccessiva misura di nazionalizzazione di banche da parte dei vari governi, con l'aggravante di un protezionismo (ad esempio. dazi alle importazioni, inasprimento fiscale, innalzamento dei tassi d'interesse, ecc.) di vecchia maniera, potrebbe far ripetere le tragiche condizioni della grande depressione degli Anni Trenta: chiusura di fabbriche, licenziamenti, disoccupazione, agitazioni sindacali, violenze di piazza , calo dei consumi delle famiglie, stagnazione degli investimenti alle imprese. E' questo uno scenario fosco da crac economico, se non si dovessero trovare con urgenza delle misure di politica economica che sostengano contemporaneamente imprese e potere d'acquisto di salari, stipendi e pensioni giunti al limite della sussistenza. Ma ci sarebbe un'altra soluzione alla crisi bancaria di questi giorni.
Vi invito a consultare "Ripresa economica e crescita dell'occupazione" nel mio sito: http://www.giuseppegiglio.com/

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