mercoledì 28 gennaio 2009

Recessione e crollo delle borse

Il crollo delle Borse americane e di quelle europee e asiatiche in questo ottobre 2008, che ricorda l'infausto crollo delle Torre gemelle del settembre 2001, vede la necessità dell'intervento dello Stato in economia, pronto a sostenere le gravi perdite delle stesse Banche.Ma la crisi finanziaria non lascia indenne anche l'economia "reale", ovvero la produzione di beni e servizi. E con effetto "domino" sta trascinando alla rovina fabbriche, aziende ed imprese, gettando nel lastrico milioni di lavoratori. Si entra così nel tunnel della recessione, con crescità zero. E' la stagnazione industriale, che determina inevitabilmente disoccupazione e immiserimento delle fasce debole della società. Si riaccende la lotta di classe fra chi possiede ricchezza e potere e chi miseria, disperazione e rabbia.Così lo spettro della grande depressione degli Anni Trenta si riaffaccia sullo scenario mondiale. E se si dovesse verificare, come è accaduto allora, più statalismo (= dirigismo statale in economia e nei mercati ) e più protezionismo (= adozioni di dazi alle importazioni , inasprimenti fiscali e vincoli vari), allora sì che dovremmo aspettarci lunghi anni bui e catastrofi d'ogni genere, persino il rischio di guerre internazionali.Eppure una soluzione ci sarebbe, per uscire, anche se non a breve termine, da questa stagnazione economica e finanziaria. Basterebbe che ci fosse la volontà politica dei vari governi ( europei, americani e asiatici) di affiancare, accanto al sistema creditizio esistente, un altro modello impostato su un tipo di Banca avente esclusivamente una funzione pubblica e che non sia a scopo di lucro, in modo da raffigurarsi come uno strumento finanziario specializzato per gli investimenti ad imprese e a singoli individui che vogliano cimentarsi nella produzione di beni e servizi. Ma come è attuabile ciò, se non c'è abbastanza denaro? Ebbene, ciò è possibile.Chi fosse interessato a conoscere questo modello di Banche particolari, può andare nel mio sito www.giuseppegiglio.com

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