giovedì 31 marzo 2011

Strade e assetto urbanistico, provvedere con urgenza

La ristrutturazione dell'assetto urbanistico della città di Latina richiede un intervento organico su quelle specifiche aree che gli urbanisti, gli specialisti di tale settore, denominato " porte" della città. Ne sono state classificate in numero di sei, e sono: Via Piave, Via Epitaffio, Via Monti Lepini, Via Isonzo, Via del Lido e Via della Stazione.
Rendere più vivibili, perciò, tali zone urbane insieme alle loro principali arterie stradali, si rende prioritario, unitamente alla risoluzione di un certo degrado ambientale e paesaggistico dovuto a costruzioni del passato caratterizzati da "spontaneismo edilizio" o da residui di particolari siti dismessi. Ciò è quanto dovrà farsi carico la nuova amministrazione comunale, quella che uscirà dalle urne delle consultazioni elettorali del 15 e 16 maggio prossimo, in vista di un miglioramento dell'assetto futuro della città. E questo è anche il mio impegno personale quale candidato al rinnovo del Consiglio comunale di Latina.


In sostanza, occorono nuove strade complanari rispetto agli assi viari principali, allo scopo di snellire il traffico cittadino e di contenere i numerosi accessi di intersezione di vie secondarie, E poi, piste ciclabili da integrare nel sistema già esistente, con verde pubblico attrezzato, congiuntamente alla riqualificazione urbana e architettonica di edifici storici risalenti all'epoca della fondazione della stessa Latina. E poi anora, riduzione dell'inquinamento acustico e cartellonistico, sia pubblico che privato, con toponomastica adeguata, collegata ai " rondò" ( le rotonde) funzionali quest'ultime allo snellimento del traffico automobilistico, unitamente ad una esaustiva segnaletica orizzontale e verticale ben visibile.


Bisognerà ideare, inoltre, una politica dei trasporti tesa a velocizzare gli spostamenti dell'utenza in generale e di quella dei residenti sia del centro cittadino che dei borghi. Ciò richiede la messa in opera di un parco veicoli che, oltre ad essere a trazione meno inquinante di quelli attuali ( ovvero, a metano o elettrici), velocizzi la mobilità degli stessi utenti, dissuadendoli possibilmente dall'uso eccessivo della propria auto privata.


In definitiva, per fronteggiare efficacemente la congestione del traffico automobilistico in città, più che rincorrere la costruzione di nuovi parcheggi ( spesso a pagamento per "fare cassa"!), occorre potenziare le corse, con orari e servizi più frequenti relativi ai pullman cittadini ed extracittadini.

A tal proposito, è da considerare che non avrebbe alcuna efficacia il tracciato del passaggio di mezzi pubblici per zone periferiche già coperte da tale servizio ( come si era prospettato per la fantomatica metropolitana leggera di superficie). Al contrario tali zone potrebbero essere servite da nuove e apposite strade di scorrimento veloce per veicoli e mezzi di trasporto che non richiedono frequenti fermate, come potrebbe essere la progettata arteria Mare-Monti.


Certamente, tali progettazioni mirano ad una migliore sistemazione della città al passo con la modernità e con le nuove esigenze di forte incremento demografico dovuto a fenomeni sia di migrazioni interne che di quelle provenienti da altre regioni della Comunità europea, compresi gli extracomunitari. Inoltre sono da tenere in considerazione anche tutte quelle esigenze di sviluppo economico, commerciale e turistico dell'intero capoluogo, compreso, pertanto, il riordino della Marina con la sua vocazione turistica per le risorse ambientali di cui essa dispone ( mare, lago, coste, dune, monti e tanto sole!). E' questo un sogno che affascina tutti a fa sognare ad ogni aperti.


Ma ora quale sociologo giornalista, candidato a rappresentare in Consiglio comunale tale istanze ( a condizione che venga eletto, beninteso!) mi batterò affinchè i cittadini latinensi non abbiano ancora a vivere per decenni nell'olimpo della utopia e dell'irrealizzato, così come è avvenuto con le passate amministrazioni comunali per altre grandi opere faraoniche da esse sbandierate come di sicura realizzazione quali: le Terme di Fogliano, l'Intermodale di Latina Scalo, la Metropolitana di superficie di collegamento della Stazione Ferroviaria con i Quartieri Q4 e Q5, compreso il Lido di Latina e... non per ultimo, il porto turistico a Foceverde. Per questo Ti chiedo di sostenermi in questa nostra comune battaglia per il bene generale della nostra città, Latina!


Per maggiori chiarimenti ti invito a visitare il mio sito personale www.giuseppegiglio.com

e a consultare il capitolo XI dal titolo " Una riforma politica per la società" a pag. 161 del mio libro " Dov'è la verità- Le grandi sfide del Terzo Millennio - Edizione 2006.


Il libro se lo desideri puoi trovarlo nelle migliori librerie della città e nelle edicole, in partiolare quella di Via della Stazione in Latina Scalo.

Qualora tu lo desiderassi, io te lo posso offrire gratuitamente in omaggio, fino ad esaurimento delle copie in mia giacenza. Puoi contattarmi via E-mail al mio indirizzo di posta elettronica: giugiglio@virgilio.it Potrei così avere il piacere di consegnartelo personalmente e di conoscere la tua cortese persona. A risentirci nel mio BLOG: dovelaverita.blogspot.com


Per dovere di informazione giornalistica aggiungo che tale mio libro è stato presentato il 6 maggio 2008 al Palazzo della Cultura ( Sala Conferenze), in Via Umberto 1, a Latina, in occasione dell'incontro-dibattito promosso dall'Autore del libro dal tema " Educare alla mondialità: dialogo e democrazia" e coordinato dal dott. Antonio Polselli, già dirigente della scuola di Via Tasso a Latina.

domenica 27 marzo 2011

LA SCELTA DI UN CANDIDATO

Ti sei mai chiesto come scegliere un candidato alle prossime elezioni comunali del 15 e 16 maggio prossimo? Se mi è consentito risponderti, allora io ti suggerisco che occorre scegliere sia un candidato a Sindaco e sia un candidato a Consigliere comunale che abbiano entrambi competenza nell'amministrare la cosa pubblica, oltre ad avere una onestà intellettuale ed una moralità degna di portare a termine quei propositi stabiliti nel loro programma elettorale. Occorre, in altre parole, che il candidato, scelto da te e da altri, si prodighi, una volta eletto in Consiglio comunale, a portare avanti un'azione quotidiana che sia improntata alla "politica del fare" e non alla politica delle chiacchere vuote, sterili e, perciò, inefficaci in termini di miglioramento del benessere generale dell'intera comunità cittadina. Perciò rifletti su cosa è avvenuto al Consiglio dimissionario di Latina e verifica tu stesso l'operato della Giunta, compreso lo stesso Sindaco che la presiedeva!. Ti accorgerai di quante inesattezze e incongruenze ci sono state fra quello che proponevano e ciò che invece è stato il loro risultato finale, cioè, il nulla! ( o quasi!) Ecco perchè a te, che ti sei collegato al mio Blog, io, Giuseppe Giglio, sociologo e giornalista, indico la mia candidatura a Consigliere comunale della città, affinchè dalle prossime urne possa uscire il nome di un Sindaco con i nomi di una squadra di Consiglieri comunali a lui associati che si rivelino, in pratica, persone oneste, capaci e meritevoli della fiducia accordata loro da tutti quegli elettori che li avranno scelti con il voto del 15 e 16 di maggio prossimo. Se, infine, desideri dialogare con me nel corso di questa campagna elettorale, ti accolgo con piacere, non solo in questo mio Blog, ma anche nella mia e-mail che ha il seguente indirizzo di posta elettronica: giugiglio@virgilio.it Vedrai, allora, quante altre problematiche sul presente e sul futuro della nostra Latina potremo affrontare insieme per il bene comune, ovvero per soddisfare l'interesse dell'interà comunità, nonchè delle varie categorie sociali e lavorative. A risentirci. Cordialità. GIGLIO GIUSEPPE - sociologo giornalista ( www.giuseppegiglio.com)

sabato 5 marzo 2011

Quali le cause del conflitto fra Occidente ed Islam?

E' innegabile che a tutt'oggi esiste un conflitto profondo fra la cultura dell'Occidente e quella dell'Islam radicale, la cui punta di diamante aggressiva e violenta è simboleggiata da Al Qaeda e dal suo ideologo invisibile e irraggiungibile, il fantomatico Osama Bin Laden.

La domanda che noi poniamo è la seguente: il terrorismo islamico si può vincere eliminando Bin Laden e tutto ciò che lo rappresenta?

Noi riteniamo che tale tipo di vittoria non si potrà mai ottenere. In primis, perchè Bin Laden rappresenta nel mondo arabo-mussulmano l'idea della rivoluzione sanguinaria ( vedi "la guerra all'infedele") contro lo strapotere dei grandi Stati dell'Occidente, Europa e Stati Uniti d'America compresi.
Secondariamente, tale contrapposizione durerà fino a quando non si cercherà di colmare o almeno ridurre sensibilmente le stridenti diseguaglianze economiche e sociali che perdurano da molti decenni, se non da secoli, tra mondo dei ricchi e mondo dei poveri del pianeta.

Inoltre è davvero illusorio poter ottenere una qualche vittoria sul fanatismo religioso delle frange estremiste mussulmane, se prima non cesserà lo sfruttamento subdolo, unito alle mire di dominio su popoli, Stati, territori e loro risorse strategiche ( petrolio, diamanti, minerali, terre da coltivare massicciamente, colonizzazzioni varie e quant'altro) da parte delle grandi potenze occidentali.

In sostanza, risulta essere un grosso macigno lo strapotere tecnologico, unitamente a quello economico, finanziario e commerciale di quest'ultime sul mondo arabo-mussulmano, ed in particolare sui popoli del Terzo e Quarto Mondo. E ciò è evidente se lo si accomuna alle mire espansionistiche e di dominio territoriale dell'intero Occidente, oltre che alla ricerca dei suoi necessari sbocchi commerciali per la sovrabbondanza della sua produzione tecnologica e manufatturiera.

Sono queste le cause primarie che generano continue e forti diseguaglianze socio-economiche fra le oligarchie opulente straniere, con la complicità dei governanti locali ( rais o presidenti-dittatori), da una parte, e la stragrande maggioranza delle fasce diseredate di poveri, in gran parte disoccupate e viventi in baraccopoli, dall'altro versante.

In conclusione, le propensioni al colonialismo e all'imperialismo delle grandi potenze, vecchie e nuove - le quali, tra l'altro, hanno continuamente nel corso dei secoli scatenato le innumerevoli guerre caratterizzanti il processo della Storia di civiltà ed imperi ( da quello romano a quello britannico, da quello francese a quello statunitense, in particolare) - risultano essere entrambi il detonatore dello scoppio delle rivolte violente che si stanno sempre più espandendo a macchia di leopardo ora, nel 2011, nel Nord Africa (Tunisia, Egitto e Libia, in particolare) e che, man mano, interesseranno, nell'immediato presente, sempre più tutta l'Africa. E' l'intero continente africano che esploderà nella corsa alla sua libertà della tirannia dell'Occidente opulento!

Occorre perciò, e con urgenza, attivare una politica mondiale di sostegno ai popoli arretrati dell'intero pianeta, e ciò dovrebbe essere il ruolo dell'ONU, rivisto e corretto, però, nella sua organizzazione statuale ! L'obiettivo principale e quello di eliminare o ridurre sensibilmente la forte disuguaglianza economica e sociale a livello planetario fra le quattro coordinate temporo-spaziali: quelle del Nord e del Sud, e quelle dell'Ovest e dell'Est dell'intero mondo. E ciò coniugando tale obiettivo con una vasta opera di educazione culturale e di modi di pensare ormai obsoleti e anti-democratici in questo Terzo Millennio.
Inoltre, tale opera di educazione dovrà essere finalizzata alla coesistenza pacifica e non alle violenze d'ogni genere e alle guerre fratricide fra gruppi, etnie e popoli, ovvero fra Stati e nazioni dell'intero mondo. E questo vasto e utopico progetto culturale è quanto noi abbiamo indicato come "Educazione alla Mondialità"(*)

In definitiva, riteniamo che non si potrà vincere il terrorismo fondamentalista islamico finchè la richezza prodotta dal lavoro umano non sarà improntata ad equità e al rispetto dei diritti fondamentali della persona umana, ovvero a quei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali spettanti ad ogni individuo del pianeta, così come sono stati solennemente deliberati e sanciti dall'Assemblea Generale dell'ONU il 10 dicembre del 1948.
(*) Per approfondimenti, si veda nel mio saggio sociologico" Dov'è la verità- Le grandi sfide del Terzo Millennio"- Edizione 2006" a pag. 20 e 21, oltre al Capitolo V: "L'educazione alla mondialità e alla pace duratura" a pag. 94.